Cibo > Ulivo

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Le origini dell’ulivo in Liguria sono incerte e si confondono con la leggenda.
Sappiamo che durante il periodo romano i liguri importavano l’olio da altre regione, e fu soltanto con i monaci benedettini che l’ulivo divenne una vera e propria coltivazione. Furono sempre i benedettini a creare la famosa razza “Taggiasca”, che prende il nome da Taggia, e ad insegnare ai contadini a terrazzare la montagna con i muri a secco per creare le “fasce” destinate alla coltivazione.
L’olivicultura raggiunge il suo punto massimo intorno al 1700-1800, dove nei nostri territorio viene praticata come cultura promiscua insieme alla vigna, ortaggi e agrumi. Collegate all’oliviculture si svilupparono molte attività, tra le quali: bottai e fabbri che si occupavano di realizzare le botti per contenere l’olio e carretti per trasportarlo e conciatori di pelli di capre che realizzavano le otri sempre destinate alla raccolta dell’olio per il suo trasporto. Attraverso il mare o per vie di terra l’olio era commerciato quale alimento prezioso. Importante per noi liguri era il rapporto con il Piemonte, terra in cui l’olio scarseggiava. Attraverso le mulattiere che attraversavano l’Appennino l’olio partiva dalla Liguria per raggiungere il Piemonte, la Lombardia fino al centro Europa, attraverso le “antiche vie dell’olio”.
Con la rivoluzione industriale,però, molte persone passarono dal lavoro dei campi alle industrie, e così inizò il declino della coltivazione dell’ulivo.  Il colpo di grazia fu inflitto durante la prima guerra mondiale, quando molti ulivi furono tagliati per essere usati come combustibile.
Oggi assistiamo ad una ripresa della coltivazione che punta sempre di più ad una maggiore qualità.
 

Varietà Liguri:

In Liguria ci sono diversi tipi di ulivi, per esempio c’è la varietà “martina” che viene coltivata dalle parti di Genova e Savona; quella “lavagnina” del levante ligure. Quella più pregiata è quella “taggiasca” che viene maggiormente coltivata nel ponente ligure. La varietà che viene coltivata qui ad Albsola è quella “colombaia”, questa pianta, però, è poco apprezzata dagli ovicoltori perché è difficile da potare.
 

Proverbi

“Mercante di vino, mercante poverino; mercante d’olio, mercante d’oro”.
L’olio è sempre stato un prodotto molto ricercato e pagato bene, portava ricchezza a chi lo coltivava.

“Leva da capo e  poni da piè”
Proverbio che ci ricorda le molte cure di cui necessita l’ulivo: potatura dei rami alti e concimazione delle radici.

“Fammi povero di legno che ti farò ricco d’olio”
é la pianta che parla al coltivatore, dicendogli che se verrà potata aumenterà la sua produzione di olive.

 

Eco Codice

L’olio, diverso da regione a regione,
buono in ogni stagione
cambia colore e
anche sapore.
Fin dai tempi antichi
Da tutti ricercato:
re, faraoni e ricchi
l’hanno sempre amato.
Vittoria Scotto
 
Biografia
V. Pronzati, F. Savio, L’olio, Il Golfo
M. Sentieri, Banca delle tradizioni, De Ferrari

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