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Le erbe selvatiche, o spontanee, hanno caratterizzato da sempre la nostra cucina a partire dai romani. Fu nel medioevo, con l’aumento del consumo di carne, che passarono di moda e furono considerate piatti da “poveri”. Le erbe, comunque, rimasero utilizzate anche dalle classi più ricche in ricette abbastanza complicate destinate ai giorni di “magro”, un tempo più numerosi di oggi. La famosa torta pasqualinn-a, come tutte le torte salate molto presenti nella nostra cucina e ricche delle più diverse erbe, sono un esempio di queste culture giunte fino a noi. Piatti, per nulla poveri, che si legano ai cicli stagionali attraverso l’utilizzo di determinati ingredienti. Le erbe spontanee nella nostra cucina caratterizzano, anche, il mitico prebbogion: un misto di erbe tra le quali non può mancare il radicion (cicoria), dente de can (tarassaco), boraxe (boraggine) e denti de cuniggio (radicchio). Questo insieme di piante, che varia a seconda della stagione e delle erbe trovate, caratterizza insalate, ma anche il ripieno dei famosi pansòuti o ravioli di erbette. |
Ricette: |
Pansòuti co preboggion |
Eco Codice |
Mangiando verdura senza pesticidi |
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Occhio nell'arte di Alessio Cotena- 2009
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