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Il pesce, a partire dal Medioevo, non ha mai goduto di una grande fama, tanto più che veniva destinato ai giorni di “magro”, e quindi considerato non propriamente un alimento nutriente. Il più grande problema legato al consumo del pesce era la sua facile deteriorabilità, e quindi difficilmente trasportabile, e l’impossibilità di una pianificazione per una resa certa.
Oltre questi elementi culturali e pratici, nel nostro territorio si aggiunge un altro problema. Il mar Ligure, infatti, ha acque subito profonde e una scarsa presenza di secche che rendono ancora più complicata la pesca. Per questi motivi, e anche perché era un’attività poco remunerativa, il pesce non è mai stato molto apprezzato dai Liguri.
A causa delle caratteristiche del nostro mare la pesca veniva praticata attraverso tre principali metodi: la pesca da riva o nei suoi pressi, l’emigrazione stagionale per altre località del Mediterraneo e tecniche specializzate (come quella del corallo o delle tonnare).
Il pesce che caratterizza di più la nostra cucina, e che si pescava in maggior quantità, era l’acciuga che veniva consumata fresca, nei paesi più vicini, ma anche trattata per essere conservata, soprattutto attraverso la salatura, e poi trasportata nei paesi lontani dal mare, ad esempio in Piemonte dove era molto apprezzata e usata in molti piatti come, ad esempio, la bagna caoda.

 

Proverbi:

Chi loua mangia ‘n ancia, chi no loua ne mangia trae
(Chi lavora mangia un’acciuga, chi non lavora ne mangia tre)
Il pescatore non era un lavoro che rendeva molto e per lo più il pescato veniva venduto quasi tutto, e lo acquistavano i borghesi al mercato.

Secca comme ‘n ancia sensa belo
(Secca come un’acciuga sventrata)
Essere molto magri

Avéi un cervello comme e ancile
(Avere un cervello come le acciughe)
Viste le dimensioni del pesce, avere un cervello molto piccolo.

 

Ricette:

Acciughe marinate
Pulire le acciughe freschissime togliendo le interiora e la testa, lavarle, diliscarle e distenderle in un piatto. Irrorare ogni strato di acciughe con succo di limone mischiato ad un trito di erbe aromatiche come origano, basilico, prezzemolo e sale. Lasciare riposare per un po’ di ore. Servire con aggiunta di olio extravergine ligure.

Ancile pinn-e (Acciughe ripiene)
Pulire 800 gr. di acciughe e metterle a scolare. Preparare il ripieno tritando alcune acciughe, 1 mazzetto di prezzemolo, 1 spicchio di aglio aggiungendo 5 cucchiai di pane grattugiato, 3 uova, 50 gr di parmigiano grattugiato e origano, aggiustare di sale e qualche cucchiaio di olio. Prendere un’acciuga aperta mettere un po’ di ripieno e ricoprire con un’altra acciuga, disponendole poi su una teglia ben unta. Irrorare d’olio infornare fino a perfetta doratura.

Bagnun di acciughe
Pulire 1kg di acciughe fresche nostrane togliendo le interiora e la testa, lavarle, diliscarle. Fare un soffritto con olio di oliva extravergine, 2 spicchi di aglio, una cipolla bianca e 1 ciuffo di prezzemolo. Aggiungere 500 gr. di pomodori maturi tagliati a pezzetti e privi della pelle. Salare e lasciare cuocere per almeno dieci minuti. Aggiungere le acciughe, un po’ di vino bianco e in caso un po’ di brodo o acqua. Far continuare la cottura per circa un quarto d’ora. Versare in un piatto fondo con alla base alcune gallette del marinaio.

 

Eco Codice

Il pesce, nel mio mare pescato,
è più sano e prelibato.
Il pesce che viene da lontano
All’ambiente non da una mano.
La nave il mare inquina
E il nostro mondo rovina.
Vittoria IVB

Nel mare ci sono tanti pesci da pescare
Ma non per questo si deve inquinare.
Il pesce possiamo pescare
Senza, per forza, esagerare
Matteo B. IVA

Il pesce va pescato di una giusta taglia,
chi più piccolo lo prende, è una canaglia!
Se pesce adulto e locale mangiamo
Alla natura daremo, di certo, una mano!
Jacopo IVA

 

Poesia di Gianni Rodari
Quanti pesci ci sono nel mare?

Tre pescatori di Livorno
Disputarono un anno e un giorno

Per stabilire e sentenziare
Quanti pesci ci sono nel mare

Disse il primo: “Ce n’è più di sette,
senza contare le acciughette”.

Disse il secondo: “Ce n’è più di mille,
senza contare scampi e anguille”.

Il terzo disse: “Più di un milione!”.

E tutti e tre avevano ragione.

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